Percorso di navigazione
Home | Presentazione
Contenuto Principale della pagina
Perchè abbiamo voluto il convegno
Fiammetta Lang, Presidente della Sezione di Como di Italia Nostra ONLUS, traccia una breve storia del lago e spiega le ragioni che hanno portato all'organizzazione dell'evento di sabato 16 febbraio 2008.
Le origini
Il Lago di Como ha una lunga e affascinante storia geologica, paesaggistica e artistica. E' uno dei quattro grandi bacini glaciali del nord Italia; il ramo di Como risale alla fine dell'Oligocene, quello di Lecco al Miocene quando cambiò il corso dell'Adda. Circa 2.400.000 anni fa si formò un enorme ghiacciaio e circa 20.000 anni fa le acque divennero il Lario attuale. I movimenti del ghiacciaio, l'azione dell'acqua, la formazione delle montagne circostanti segnarono le linee del paesaggio naturale attuale. Da 10.000 anni l'uomo è intervenuto segnando questi luoghi con terrazzamenti, insediamenti a mezza costa e a riva.
Il passato
La vera storia antropica del Lario, però, inizia al tempo dei Romani, quando Giulio Cesare fonda il Novum Comum (59 a.C.). Si dice che le stradette a gradini dei paesini affacciati sul lago, tutte in salita dalla riva, abbiano la battuta corrispondente al passo dei soldati romani. Il Medio Evo, il Romanico, il Rinascimento lasciano nei paesi tracce meravigliose di alta qualità. E' però alla fine del ‘600 che si delinea il paesaggio antropizzato giunto fino a noi.
L'armonia dei nuclei abitati e la bellezza della natura si arricchiscono dal 1700 a metà-fine ‘800 di splendide ville e ancor più splendidi giardini, luoghi di villeggiatura dei milanesi, monumenti indimenticabili. Villa Vigoni-Mylius, Villa d'Este (ora tra i più belli alberghi del mondo), Villa Pizzo, Villa Carlotta, Villa Balbiano, Villa del Balbianello, Villa Melzi d'Eril sono siti tra i più meritatamente famosi in Italia.
Il presente
Con la maxi operazione dell S.S. 36 Lecco-Colico sulla riva orientale del ramo di Lecco (anni '60 del secolo scorso) comincia, ahimè, un movimento non positivo. Tale movimento piano piano, e poi sempre più velocemente, inserisce nel contesto pittoresco e delicato dei paesi antichi interventi “da geometra”, di livello bassissimo e stravolgente. Purtroppo tale situazione riceve la sua spinta assolutamente negativa negli ultimi 10-15 anni. Le ultime leggi urbanistiche della Regione Lombardia, la subdelega ai Comuni in materia di Beni Culturali e Ambientali, l'avidità di impresari e immobiliaristi volti solo al guadagno, l'insipienza, l'ignoranza e, spesso, la corruzione di sindaci assolutamente inadatti al loro ruolo (con qualche eccezione) hanno accelerato in modo esponenziale gli interventi sul territorio che, data la conformità geologica, è ristretto.
Il livello degli interventi è bassissimo: sono fiorite ovunque villette a schiera, maxi parcheggi, colate di cemento. A livello del lago i giardini delle ville, unici spazi verdi rimasti, sono diventati terreno da costruzione. L' effetto Clooney - che ha portato l'attenzione dei media sul Lario e che, come persona, si è dimostrato sensibile alla conservazione dell'ambiente - non ha influito positivamente né sulla situazione immobiliare balzata alle stelle e inaffrontabile dai locali, né sulla qualità della vita (strade, inquinamento). Il territorio viene cementificato senza sosta.
Da questa estate il quotidiano locale “La Provincia” ha iniziato, con molta attenzione e accuratezza, una serie di servizi settimanali riguardanti i casi più eclatanti, paese per paese, e l'opinione pubblica ne è stata molto colpita.
Quale futuro?
Il convegno sul futuro del lago è naturale conseguenza del lavoro della Sezione da oltre 40 anni. La S.S. 36 Lecco-Colico che segna irrimediabilmente la sponda orientale del Lario (e contro la quale ci battemmo strenuamente negli anni '60), Villa Erba Visconti di Modrone e il suo polo fieristico, il ricorso al T.A.R. per le rive di Blevio, il ricorso al Capo dello Stato avverso all'insediamento del nuovo Ospedale, l'intervento per Villa Roccabruna Wild - solo per citare i casi più gravi - hanno visto la Sezione sempre in primo piano e punto di riferimento per molti comitati e cittadini. Ma la situazione, come già detto, è molto grave e molto difficile.
Sappiamo che le leggi ci sono, ma non sono – volutamente o non – conosciute e applicate. Speriamo che i nuovi studi sulla Legge Urbani aiutino fortemente un cambio di direzione e speriamo pure che le Soprintendenze riacquistino il loro potere e vengano riviste le subdeleghe ai Comuni. Speriamo. Ma speriamo anche che non sia: “Chi vive sperando, muore cantando”.
Fiammetta Lang
Presidente Italia Nostra di Como